UN NEW DEAL CONTRO LA CRISI E CONTRO IL PRECARIATO
Articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 2 aprile 2009
UN NEW DEAL CONTRO LA CRISI E CONTRO IL PRECARIATO
Articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 2 aprile 2009
GARANTIRE PIU’ FLESSIBILITA’ PER L’IMPRESA E ALLO STESSO TEMPO MAGGIOR SICUREZZA PER I LAVORATORI E’ POSSIBILE
In corso di pubblicazione su L’Imprenditore – mensile della Confindustria, aprile 2009
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE AL SUPERAMENTO DI OGNI FAZIOSITA’ NELLE POLITICHE DEL LAVORO E A “SCELTE INELUDIBILI DI RIEQUILIBRIO E RINNOVAMENTO NEL SISTEMA DELLE GARANZIE E DELLE TUTELE, A FAVORE, SOPRATTUTTO, DEI MENO PROTETTI”
Ampi stralci dell’intervento di Giorgio Napolitano al Convegno internazionale in ricordo di Marco Biagi svoltosi a Modena il 19 marzo 2009, pubblicati da il Riformista il giorno successivo come articolo di fondo.
UNA RIFLESSIONE DI RITORNO DA UNA VISITA AL PARLAMENTO BRITANNICO
Articolo pubblicato su la Stampa dell’8 marzo 2009
APPLICARE IL PRINCIPIO MAGGIORITARIO ALLO SCIOPERO NEL SETTORE DEI TRASPORTI NON E’ INCOSTITUZIONALE E ALLINEA IL NOSTRO ORDINAMENTO A QUELLI DEI PRINCIPALI ORDINAMENTI EUROPEI
Fondo di Augusto Barbera (professore di diritto costituzionale ed ex-parlamentare del PCI e del PDS) pubblicato sul Messaggero il 3 marzo 2009
LE IDEE-FORZA CON LE QUALI IL NUOVO PARTITO PUO’ RIATTIVARE LA FIDUCIA DEL PAESE NELLA POSSIBILITA’ DI GUARIRE DAI DUE MALI PIU’ GRAVI CHE LO AFFLIGGONO. E IL RISCHIO DI RIMANERE IN MEZZO AL GUADO, TRA LA VECCHIA SPONDA DEL SINDACATO E QUELLA NUOVA DELLA PARTE PIU’ DINAMICA DELLA SOCIETA’ CIVILE
Editoriale pubblicato sul Corriere della Sera del 23 febbraio 2009
LA POESIA DI EMILY DICKINSON DICE PIU’ E MEGLIO DI QUANTO POSSANO DIRE CENTO TRATTATI DI ETICA, DI MEDICINA O DI DIRITTO
Da Emily Dickinson, Tutte le poesie, a cura di Marisa Bulgheroni, Meridiani Mondadori, Milano, 2001. Segue, tratta dalla stessa fonte, la traduzione di Margherita Guidacci. Nella sezione “Interventi” è disponibile l’intervento che svolgerò al Senato il 9 febbraio 2009 sul disegno di legge del Governo circa il trattamento dovuto nei casi di confine tra vita e morte.
CONTRO LA RECESSIONE OCCORRONO RIFORME STRUTTURALI CAPACI DI RAFFORZARE LA DOMANDA PIU’ CHE L’OFFERTA, PROMUOVERE IL NUOVO PIU’ CHE DIFENDERE IL VECCHIO: IL PROGETTO PER LA TRANSIZIONE ALLA FLEXSECURITY VA ESATTAMENTE IN QUESTA DIREZIONE
E’ riportata qui di seguito l’ultima parte del fondo di apertura del Corriere della Sera dell’8 febbraio 2009, a firma di Mario Monti. Nella prima parte dell’articolo il noto economista, Presidente dell’Università Bocconi ed ex-Commissario UE per la concorrenza, critica le misure che stanno essendo prevalentemente adottate, sui due lati dell’Atlantico, per rilanciare l’economia, volte più a salvare vecchie strutture produttive e imbrigliare verso di esse i consumi, che a rafforzare la domanda lasciando che sia essa a scegliere dove indirizzarsi, anche verso nuovi prodotti e servizi liberamente scelti. Nella seconda parte egli osserva che l’adozione di riforme strutturali coraggiose abiliterebbe il Governo italiano, agli occhi dei mercati finanziari, a praticare anche una politica di bilancio più incisiva. Una di queste riforme strutturali fondamentali è mirata alla transizione alla flexsecurity.
Segue la mia Risposta, pubblicata dal Foglio il 7 febbraio 2009
Caro Direttore,
leggo sul Foglio del 5 febbraio una nota non firmata (intitolata “Meglio più contratti”) sul disegno di legge cui sto lavorando, mirato al superamento del dualismo protetti/precari nel mercato del lavoro e alla “transizione a un sistema di flexsecurity”. L’autore della nota muove a questo progetto cinque critiche, alle quali cerco qui di rispondere puntualmente.
UN SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI NEL QUALE CIASCUNA PARTE RAGIONA SU DATI DIVERSI, SENZA CHE SI POSSA DISPORRE DI UNA BASE-DATI CONDIVISA, NON POTRA’ MAI FUNZIONARE BENE
Articolo di Andrea Ichino, Giovanni Pica e Valentina Adorno pubblicato su il Sole 24 Ore del 28 gennaio 2009
L’accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali reggerà alla prova dei fatti? Avvantaggerà i lavoratori? Le imprese? Entrambi? Alla fine del periodo di sperimentazione di quattro anni, dicono le parti, tireremo le somme. Perché lo possano davvero fare, però, sarebbe necessario un monitoraggio immediato e continuativo dell’andamento delle retribuzioni reali e dei margini di profitto. Purtroppo questo monitoraggio non sarà possibile perché mancano i dati statistici necessari per la sua realizzazione. Se la situazione rimanesse questa, l’esperimento non potrebbe generare in tempi utili un insieme di dati accettati da entrambe le parti in base ai quali trarre conclusioni.
Continua…