PROVIAMO A ELIMINARE QUEL “CIOE””

 

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Segue la mia Risposta, pubblicata dal Foglio il 7 febbraio 2009

 

Caro Direttore,

leggo sul Foglio del 5 febbraio una nota non firmata (intitolata “Meglio più contratti”) sul disegno di legge cui sto lavorando, mirato al superamento del dualismo protetti/precari nel mercato del lavoro e alla “transizione a un sistema di flexsecurity”. L’autore della nota muove a questo progetto cinque critiche, alle quali cerco qui di rispondere puntualmente.

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SALARI E PROFITTI: LE VERITA’ NASCOSTE

UN SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI NEL QUALE CIASCUNA PARTE RAGIONA SU DATI DIVERSI, SENZA CHE SI POSSA DISPORRE DI UNA BASE-DATI CONDIVISA, NON POTRA’ MAI FUNZIONARE BENE

Articolo di Andrea Ichino, Giovanni Pica e Valentina Adorno pubblicato su il Sole 24 Ore del 28 gennaio 2009

      L’accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali reggerà alla prova dei fatti? Avvantaggerà i lavoratori? Le imprese? Entrambi? Alla fine del periodo di sperimentazione di quattro anni, dicono le parti, tireremo le somme. Perché lo possano davvero fare, però, sarebbe necessario un monitoraggio immediato e continuativo dell’andamento delle retribuzioni reali e dei margini di profitto. Purtroppo questo monitoraggio non sarà possibile perché mancano i dati statistici necessari per la sua realizzazione. Se la situazione rimanesse questa, l’esperimento non potrebbe generare in tempi utili un insieme di dati accettati da entrambe le parti in base ai quali trarre conclusioni.
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PAGELLE ALLA SCUOLA

QUALCHE COSA SI STA MUOVENDO ANCHE SOTTO LE ALPI SUL TERRENO DELLA VALUTAZIONE DELLE SCUOLE: UN’ESPERIENZA DI AVANGUARDIA DELLA FONDAZIONE AGNELLI IN PIEMONTE

Articolo di Luigi La Spina pubblicato su La Stampa il 28 gennaio 2009

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IL LEARNFARE BRITANNICO: COME SI PROMUOVE LA MOBILITA’ SOCIALE

DAL PARTITO LABURISTA BRITANNICO, ANCHE NELLA STAGIONE DI GORDON BROWN, ABBIAMO MOLTO DA IMPARARE SU COME SI COSTRUISCE LA PARITA’ DI OPPORTUNITA’ IN UNA SOCIETA’ IN CUI LA DISUGUAGLIANZA E’ IN CRESCITA

Articolo di Maurizio Ferrera pubblicato sul Corriere della Sera del 21 gennaio 2009

     Orfano di Tony Blair e deluso dal grigiore di Gordon Brown, il pensiero riformista europeo sembra aver chiuso il dossier sul New Labour, ritenendone ormai esaurita la spinta propulsiva. La pubblicazione, martedì scorso, di un ambizioso Libro Bianco sulla mobilità sociale (fermamente voluto proprio da Brown) sollecita ora qualche ripensamento. Si tratta infatti di un documento  interessante, che fornisce spunti e proposte originali su alcune sfide di base per ogni società aperta: come promuovere una maggiore eguaglianza di opportunità, come valorizzare merito e talenti, come combattere i privilegi di censo e di classe.
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IL MEZZOGIORNO E LA CULTURA DELLE REGOLE

QUANDO E’ IL CONTESTO A DETERMINARE IL COMPORTAMENTO DEI LAVORATORI: LA STESSA PERSONA IN CONTESTI DIVERSI AGISCE IN MODO DIVERSO
Articolo di Andrea e Pietro Ichino, pubblicato sul Corriere della Sera il 9 settembre 1997

     In una grande impresa italiana del settore terziario che occupa ventimila dipendenti in filiali sparse su tutto il territorio nazionale, il lavoratore occupato in una filiale meridionale, a parita’ di ogni altra condizione, ha una probabilita’ 2,6 volte maggiore di incorrere in un provvedimento disciplinare, rispetto al collega occupato in una filiale settentrionale; nel Sud, inoltre, i casi di assenza per malattia sono del 39 % piu’ numerosi rispetto al Nord, nonostante che i dati Istat mostrino semmai una minore incidenza effettiva delle malattie al Sud. Continua…

SE LA MINISTRA GELMINI FA UNA LEGGE DI SINISTRA

SULL’UNIVERSITA’ IL GOVERNO DI CENTRO-DESTRA STA FACENDO QUELLO CHE AVREBBE DOVUTO FARE IL GOVERNO PRODI
Articolo di Andrea Ichino pubblicato sul Corriere della Sera del 19 gennaio 2009 

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LA RIVOLUZIONE DEL SENSO CIVICO

COMPITO PRINCIPALE DELLA BUONA POLITICA E’ IL RILANCIO DELLA COSCIENZA DEL BENE COMUNE E DELLA CULTURA DELLE REGOLE: QUESTO COSTITUISCE UNA ENORME RISORSA CUI PUO’ ATTINGERE UN PAESE COME IL NOSTRO, DOVE LE CIVIC ATTITUDES SONO, PER TRADIZIONE SECOLARE, POCO ESERCITATE 

Articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 13 febbraio 2006, a commento del programma elettorale pubblicato pochi giorni prima dalla coalizione di centro-sinistra.

            C’è una materia, nel programma dell’Unione, che avrebbe meritato un primo capitolo a sé stante e un’indicazione più esplicita di priorità: potremmo chiamarla “promozione del senso civico”, o “cultura delle regole”. È una materia sulla quale l’Italia presenta un deficit grave rispetto ai Paesi dell’Europa centro-settentrionale, misurato con precisione da diversi studi economici e sociologici che mettono a confronto le civic attitudes delle nazioni. Quel deficit si manifesta sostanzialmente in un tasso troppo elevato di disapplicazione delle nostre leggi, di tolleranza e persino talora simpatia per chi le trasgredisce, di evasione fiscale, di corruzione, di lavoro irregolare nelle forme più svariate.

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AGLI ITALIANI MANCA UNA “RELIGIONE CIVILE”

LA FORZA DI UNA NAZIONE STA NELLA SUA UNITA’, AL DI LA’ DELLE DIVISIONI POLITICHE. IN ITALIA QUESTA UNITA’ MANCA PERCHE’ DIFETTA QUEL SENSO CIVICO RADICATO E DIFFUSO CHE, NEGLI ALTRI PAESI MAGGIORI, INDUCE CIASCUN CITTADINO A PERCEPIRE IL BENE COMUNE COME PRIORITARIO RISPETTO AL PROPRIO PARTICULARE

Editoriale del teologo Vito Mancuso pubblicato su la Repubblica il 13 gennaio 2009. Ringrazio l’Autore e l’Editore di aver acconsentito alla ripubblicazione dell’articolo in questo sito.

Non mi risulta ci sia lingua al mondo che usi l’aggettivo della propria nazionalità per designare qualcosa di imperfetto e di furbesco, come invece facciamo noi italiani dicendo “all’italiana”. C’è sfiducia verso l’Italia anzitutto da parte degli stessi italiani: quanti di noi oggi, immaginando di scegliere dove poter nascere, sceglierebbero l’Italia? Continua…

COME SI SUPERA L’APARTHEID TRA PROTETTI E NON PROTETTI NEL MERCATO DEL LAVORO

IL PROGETTO PER LA TRANSIZIONE ALLA FLEXSECURITY IN 30O PAROLE

 

Articolo pubblicato sul settimanale Oggi il 13 gennaio 2009

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AVVICENDAMENTI

IL COMMIATO DALLA DIREZIONE DELLA RIVISTA GIA’ DIRETTA DA GIUSEPPE PERA, DOPO VENTICINQUE ANNI ININTERROTTI DI LAVORO IN UN RAPPORTO INTENSISSIMO CON IL MAESTRO

Articolo di apertura dell’ultimo fascicolo della Rivista italiana di diritto del lavoro – dicembre 2008

            Dal prossimo numero questa Rivista sarà diretta da Raffaele De Luca Tamajo e Luigi Montuschi. Un avvicendamento, questo, necessario e anzi obbligato a seguito della mia elezione al Parlamento; ma che sarebbe stato comunque opportuno anche indipendentemente dal presentarsi di questa incompatibilità. Sono ormai ventiquattro anni che, per volontà di Giuseppe Pera e sotto la sua direzione, “faccio” la Rivista: dal 1985, nella veste di caporedattore; poi, dal 1992, in quella di vicedirettore; infine, dal 2002, in quella di “direttore responsabile” affiancato al vero direttore. Sempre sotto la Sua guida vigile e in un rapporto di consultazione continua con un Comitato scientifico straordinariamente attivo e partecipe, ma anche sempre con le redini molto lasche sul collo e con una grande libertà nella scelta dei criteri di selezione del materiale e nella gestione dei rapporti con gli autori. È tempo che la collegialità – vero punto di forza della Rivista – si esprima in una rotazione nella sua direzione, in modo che il suo Dna si arricchisca di nuova linfa e sia evitato ogni possibile rischio di sclerosi o di personalizzazione, ora che è purtroppo venuta meno la garanzia costituita dalla straordinaria figura di Chi della Rivista ha tenuto il timone per quasi un quarto di secolo.

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