I VOTI DI PD E LISTA BONINO SOMMATI SI AVVICINANO MOLTO ALLA SOGLIA PSICOLOGICAMENTE IMPORTANTE DEL 30%. E LO SCHIERAMENTO DI OPPOSIZIONE, PUR MOLTO DISOMOGENEO, SUPERA NEL VOTO L’INSIEME DELLE FORZE DI GOVERNO (DOVE SI DELINEA UNA GRAVE SCONFITTA PERSONALE DI SILVIO BERLUSCONI). E’ URGENTE CHE ALLO SCOPPIO DELLA “BOLLA DI FIDUCIA” DEL PREMIER L’OPPOSIZIONE, SE VUOLE CANDIDARSI A VINCERE, SAPPIA PRESENTARSI CON UNA GUIDA FORTE E UNA ALTERNATIVA PROGRAMMATICA CHIARA, INNOVATIVA, REALISTICA E LARGAMENTE CONDIVISA
Commento a caldo sulle prime proiezioni dei risultati delle elezioni europee, alla mezzanotte del 7 giugno. A due giorni di distanza il dato del PD si attesta su di un valore più basso rispetto alle prime proiezioni: 26,1%; ma il discorso, nel suo complesso, non cambia.
Se il dato emergente dalle prime proiezioni sarà confermato, Il risultato ottenuto in queste elezioni europee dal Partito Democratico non è disprezzabile: la somma dei voti del PD e di quelli della lista Bonino (che l’anno scorso erano uniti) sembra raggiungere il 30%. E’ un dato peggiore rispetto a quello delle elezioni politiche; ma non è una flessione disastrosa. E c’è un grande serbatoio di voti dispersi al quale il PD potrà attingere in futuro, se saprà proporsi in modo convincente.
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SECONDO CICLO SEMINARIALE DELLA SCUOLA DI POLITICA, ORGANIZZATO DALLA FONDAZIONE SCUOLA DI POLITICA IN COLLABORAZIONE CON IL PD
Il corso fornisce gli strumenti per una lettura critica della storia recente del nostro Paese. Poiché le letture storiche sono intimamente legate a visioni ideologiche, oltre che dipendenti dal progresso della ricerca, per assolvere quel compito è utile illustrare e discutere i principali indirizzi storiografici che si sono affermati sul periodo in questione.
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SUL LAVORO PUBBLICO IL GOVERNO HA IL MERITO DI AVER ACCOLTO ALCUNE LINEE-GUIDA PROPOSTE DAL PD. SUL MERCATO DEL LAVORO, INVECE, SI ASSISTE A UN IMMOBILISMO SCONCERTANTE
Intervista a cura di Vittorio Zincone, pubblicata sul Corriere-Magazine il 30 aprile 2009
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“NON CONDIVIDO IL VADE RETRO ALLA ‘VECCHIE CULTURE NOVECENTESCHE’, IN NOME DI UN NUOVISMO CHE, IN DEFINITIVA, SI RIDUCE A POSIZIONI INACCETTABILI SULLE QUESTIONI BIOETICHE”
Lettera pervenuta il 2 marzo 2009. Lanfranco Turci è stato presidente della Regione Emilia Romagna e della Lega delle Cooperative; inoltre deputato del PDS, dei DS e, nella XV legislatura, della Rosa nel Pugno. Oggi milita nel Partito Socialista.
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LE RAGIONI CHE CI HANNO SPINTO (E TUTTORA CI SPINGONO) A IMPEGNARCI NELLA COSTRUZIONE DEL PD
Intervento introduttivo del Senatore Giorgio Tonini a un incontro di parlamentari del PD svoltosi a Roma il 26 febbraio 2009
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LE IDEE-FORZA CON LE QUALI IL NUOVO PARTITO PUO’ RIATTIVARE LA FIDUCIA DEL PAESE NELLA POSSIBILITA’ DI GUARIRE DAI DUE MALI PIU’ GRAVI CHE LO AFFLIGGONO. E IL RISCHIO DI RIMANERE IN MEZZO AL GUADO, TRA LA VECCHIA SPONDA DEL SINDACATO E QUELLA NUOVA DELLA PARTE PIU’ DINAMICA DELLA SOCIETA’ CIVILE
Editoriale pubblicato sul Corriere della Sera del 23 febbraio 2009
Il nostro Paese soffre di due mali gravi, tra loro connessi: 1) l’inefficienza di molta parte delle sue amministrazioni pubbliche e 2) un tessuto produttivo troppo chiuso all’innovazione, agli investimenti provenienti da altri Paesi, alle nuove generazioni; quindi incapace di crescita già nella congiuntura positiva degli anni scorsi, figuriamoci nella congiuntura attuale di recessione.
Una breve nota in margine alla polemica sulla parziale dissociazione dei consiglieri comunisti, al Consiglio comunale di Milano, nel voto su di una mozione di solidarietà nei miei confronti contro le minacce rivoltemi dai brigatisti durante la mia deposizione testimoniale al processo che li vede imputati – 27 gennaio 2009
Lunedì scorso, al Consiglio comunale di Milano, i consiglieri di Rifondazione comunista e del PdCI non hanno votato la parte di una mozione di solidarietà nei miei confronti, nella quale si invitava a sostenere chi “continua il proprio impegno nelle università, nelle professioni, nel mondo del lavoro, nella politica, nel giornalismo, contribuendo con le proprie proposte alle riforme necessarie per il futuro del Paese, prima fra tutte la riforma del lavoro”.
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Intervista a cura di Andrea Marcenaro, pubblicata su Panorama il 30 gennaio 2009 con testo integrale delle risposte
Clicca qui per scaricare l’intervista dall’archivio di Pietro Ichino
LA FORZA DI UNA NAZIONE STA NELLA SUA UNITA’, AL DI LA’ DELLE DIVISIONI POLITICHE. IN ITALIA QUESTA UNITA’ MANCA PERCHE’ DIFETTA QUEL SENSO CIVICO RADICATO E DIFFUSO CHE, NEGLI ALTRI PAESI MAGGIORI, INDUCE CIASCUN CITTADINO A PERCEPIRE IL BENE COMUNE COME PRIORITARIO RISPETTO AL PROPRIO PARTICULARE
Editoriale del teologo Vito Mancuso pubblicato su la Repubblica il 13 gennaio 2009. Ringrazio l’Autore e l’Editore di aver acconsentito alla ripubblicazione dell’articolo in questo sito.
Non mi risulta ci sia lingua al mondo che usi l’aggettivo della propria nazionalità per designare qualcosa di imperfetto e di furbesco, come invece facciamo noi italiani dicendo “all’italiana”. C’è sfiducia verso l’Italia anzitutto da parte degli stessi italiani: quanti di noi oggi, immaginando di scegliere dove poter nascere, sceglierebbero l’Italia? Continua…
L’intervista a cura di Giusy Franzese pubblicata sul quotidiano il Mattino del 2 gennaio 2008
Clicca qui per scaricare l’intervista dall’archivio di Pietro Ichino