I MOLTI SIGNIFICATI DELLA VITTORIA DI MAGYAR IN UNGHERIA
Come già nel 2016 nel voto in UK per la Brexit, poi nelle elezioni presidenziali francesi del 2017 e del 2022 e nelle elezioni politiche dell’anno scorso in Germania, anche nel voto di ieri in Ungheria il discrimine fondamentale non è stato tra destra e sinistra, ma tra europeisti e sovranisti. Una campagna elettorale in cui questo spartiacque è stato particolarmente esplicito ed è stata particolarmente evidente la posta in gioco non solo per gli ungheresi ma per l’UE intera – ovvero l’accelerazione o il congelamento del cammino verso gli Stati Uniti d’Europa – ha portato a un tasso di partecipazione al voto altissimo: quasi quattro quinti degli elettori. Quanto è accaduto ieri nel Paese danubiano conferma che questa è la scelta fondamentale di cui anche i nostri partiti e i loro leader devono prioritariamente discutere e su cui devono dividersi e formare le coalizioni candidate a governare il Paese, se vogliono che la politica torni ad appassionare anche gli italiani. La speranza, poi, è che anche qui gli europeisti prevalgano nettamente, come hanno prevalso in Ungheria La speranza è che anche qui gli europeisti prevalgano nettamente, come hanno prevalso in Ungheria (salvo poi, naturalmente, chiarire le differenze che corrono tra europeisti di sinistra ed europeisti di sinistra)..

L’ALTERNATIVA CHE RIDÀ UN SENSO ALLA POLITICA
Come le elezioni ungheresi dimostrano, oggi la scelta fondamentale non è tra destra e sinistra: è se accelerare il processo di integrazione nella UE o congelarlo. Poi, su entrambi i versanti c’è chi è più orientato a sinistra e chi più a destra; ma il vero spartiacque è quello che corre tra sovranisti e fautori della nascita degli Stati Uniti d’Europa. È online anche su questo sito la mia intervista pubblicata su L’AltraVoce il 2 aprile scorso.
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REFERENDUM 1 – CHE COSA DETERMINERÀ LA MIA SCELTA
Maggioranza e Associazione Nazionale Magistrati hanno fatto molto per trasformare questo referendum in una sorta di plebiscito tra sostenitori del Governo e sostenitori della Magistratura; ma è possibile, e quindi doveroso, sottrarsi a questa “scelta tragica”: è online anche su questo sito il mio intervento pubblicato sul sito di LibertàEguale.
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I DUE MAGGIORI MUTAMENTI NEL LAVORO DEL SECOLO XXI
Le trasformazioni maggiori sono costituite dalla perdita di peso dell’orario nella struttura della prestazione e dal rovesciamento del paradigma del mercato, dove è sempre più frequente il caso della persona in grado anch’essa di scegliere l’impresa, rispetto al caso in cui a scegliere è solo l’impresa: è online la mia intervista pubblicata nell’inserto Giustizia di ottobre del quotidiano La Verità.
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GAZA: LA LOGICA DELLO STERMINIO RECIPROCO
Come interrompere il circolo sistemico vizioso tra la violenza inaudita dettata dall’intendimento di sterminio che anima Hamas e quella, enormemente dispari per entità, ma dettata da un intendimento simmetricamente identico di Netaniahu e del suo Governo: leggi il mio intervento al convegno svoltosi il 1° ottobre al Palazzo di Giustizia di Milano.
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REFERENDUM: COME VOTERÒ L’8 GIUGNO E PERCHÉ
L’esito di un ipotetico successo del “sì” sui quattro quesiti in materia di lavoro porterebbe un effetto paradossale sul licenziamento nelle imprese medio-grandi e risultati assai irragionevoli nel campo delle piccole imprese e degli appalti. È online una scheda in cui sono illustrati i quattro quesiti e spiegate le ragioni della mia scelta negativa.
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PERCHÉ I REFERENDUM SUL LAVORO SONO SBAGLIATI
I quattro quesiti referendari non promettono niente di veramente utile per la quasi totalità dei lavoratori, mentre distolgono l’attenzione dai veri grandi problemi del nostro mercato del lavoro: è online anche su questo sito la mia intervista pubblicata sul sito Pagella politica, a cura di Micol Maccario.
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SEICENTO!
Confesso che la tentazione c’era: quella, intendo, di considerare questo numero tondo come il coronamento finale della serie di newsletter incominciata diciassette anni or sono, nel marzo 2008, in funzione del lavoro parlamentare. Se ho cambiato idea è per il numero inatteso di messaggi che mi sono giunti negli ultimi due mesi, di iscritti alla mailinglist preoccupati per il diradarsi dell’invio. Dunque non sarà questa l’ultima; ma non posso assicurare né la frequenza, né la regolarità degli anni passati. Chi avrà il dubbio di avere perso una o più Nwsl potrà sincerarsene aprendo la sezione del sito ad esse dedicato, dove tutte sono raccolte e conservate.
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GIGI PEDROLI: UNA STORIA MILANESE
Incisore, pittore, scultore, ceramista, cantautore, artista rinascimentale nella sua capacità poliedrica di esprimere il proprio modo originalissimo di vedere il mondo, si è spento nella sua Milano a 92 anni: è online l’articolo con cui lo ho ricordato sul Corriere della Sera il 9 dicembre scorso. Qui accanto la sua acquaforte Quater pass in Galeria. Continua…
L’INIZIATIVA PER UN MINIMUM WAGE MILANESE
Nella crisi attuale grave del sistema di determinazione degli standard retributivi, può svolgere una funzione positiva la proposta a parti sociali e istituzioni di un parametro per un salario minimo adeguato alle caratteristiche dell’area metropolitana dove il costo della vita è più alto rispetto al resto del Paese. Leggi la mia intervista pubblicata ieri sul Corriere della Sera.
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IL DISCRIMINE FONDAMENTALE DELLA POLITICA IN EUROPA
Lo spartiacque principale della politica, in Europa, non passa tra destra e sinistra, ma tra chi vuole il processo di integrazione dell’Unione e chi vi si oppone. La distinzione tra destra e sinistra conserva un valore, ma oggi meno rilevante rispetto allo spartiacque principale. È online anche su questo sito la mia intervista pubblicata su Il Riformista l’8 agosto scorso.
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