N. 562 – 21 marzo 2022

L’AUTOCOSCIENZA DELL’UE SI FORGIA NELLA RESISTENZA UCRAINA
Stiamo scoprendo all’improvviso il privilegio di appartenere al XXI secolo; le posizioni euroscettiche si annichiliscono; si registra l’unanimità su misure che anticipano il processo di integrazione europea sul piano fiscale, della politica estera e militare: leggi il mio primo editoriale di oggi.
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N. 561 – 7 marzo 2022

IL CRINALE STRETTO SU CUI DEVONO MUOVERSI USA E UE
Nel dosare la reazione all’aggressione russa, le nazioni occidentali devono non solo evitare il rischio di una escalation ancora più catastrofica, ma anche costruire i presupposti perché sia possibile, poi, una solida pace. Leggi il mio editoriale telegrafico di oggi.
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N. 560 – 21 febbraio 2022

PERCHÉ PUTIN HA GIÀ CLAMOROSAMENTE PERSO
Nell’Europa del XXI secolo l’egemonia non si ottiene più con i carri armati e i bombardieri: la sola pretesa di una nazione di imporsi a un’altra con questi mezzi è il segno di una sua grave debolezza politica; e la destina alla sconfitta. Come sta accadendo al capo del Cremlino con la sua prova di forza tentata (e destinata al fallimento) contro l’Ucraina. È online il mio primo editoriale telegrafico di oggi.
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N. 559 – 7 febbraio 2022

LA CAPORETTO DELL’ANTIPOLITICA
Durante la settimana dell’elezione del CdS il contrasto fra l’inefficacia del comportamento velleitario e avventato del leader M5S e l’efficacia del comportamento di due politici di razza è emerso con evidenza: uno non vale uno. Leggi il mi0 primo editoriale telegrafico sulla vicenda dell’elezione del Capo dello Stato.
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N. 558 – 24 gennaio 2022

27 GENNAIO, GIORNO DELLA MEMORIA
Ogni 27 gennaio, ricorrenza dedicata al ricordo e alla riflessione sul genocidio perpetrato dai nazisti durante la seconda Guerra Mondiale, su questo sito è stato messo online un piccolo contributo a questa celebrazione. Ora i link a tutte queste pagine pubblicate nell’ultimo decennio sono raccolti in un portale a esse dedicato. Continua…

N. 557 – 10 gennaio 2022

Il ministro Brunetta e i leader di Cgil, Cisl e Uil

IL BRACCIO DI FERRO SULLO SMART WORKING
La disputa sindacale sul ritorno al lavoro da remoto per i dipendenti pubblici dovrebbe essere risolta sulla base della misurazione rigorosa dei suoi effetti: è online il mio editoriale telegrafico di oggi. Ancora in tema di smart working, mi propongo di mostrare analiticamente che il protocollo firmato il 7 dicembre da Governo e Parti sociali non contiene novità normative rilevanti, ma non è tuttavia inutile, nel mio saggio pubblicato sulla rivista Lavoro Diritti Europa.
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N. 556 – 20 dicembre 2021

IL PATRIOTTISMO DI GIORGIA MELONI
Questo requisito che la leader di FdI richiede per l’elezione a Capo dello Stato consiste nella disponibilità a sacrificarsi per il bene del proprio Paese; senonché, di fronte a un nemico come il virus che continua a uccidere migliaia di concittadini, i patrioti di FdI e Lega si oppongono persino all’idea minima di un obbligo di vaccinarsi. Leggi il mio editoriale telegrafico di oggi. Continua…

N. 555 – 6 dicembre 2021

TELECOM, KKR E IL RIFLESSO PAVLOVIANO BI-PARTISAN
Come già quindici anni or sono, appena una multinazionale accenna a un proprio interesse per una grande impresa del settore delle telecomunicazioni (come per Alitalia, ferrovie, autostrade, banche e perfino industria alimentare) da destra e da sinistra scatta l’allarme in difesa dell’“italianità” dell’impresa: è online il mio primo editoriale telegrafico di oggi .
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N. 554 – 22 novembre 2021

Il ministro dellì’Economia Daniele Franco

LA DETASSAZIONE DEL LAVORO FEMMINILE NEL DDL FISCALE
Il Governo propone, anche se in una forma non del tutto esplicita, la misura delineata nel progetto Alesina-Ichino del 2009, e presentata l’anno dopo in Senato da Enrico Morando e da me, insieme a numerosi altri senatori democratici. Che sia la volta buona per avvicinarci davvero al tasso di occupazione femminile del 60% per il quale ci siamo impegnati a Lisbona nel 2000? È online il mio editoriale telegrafico di oggi.
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N. 553 – 8 novembre 2021

Giancarlo Giorgetti

LA DILATAZIONE “A FISARMONICA” DEL RUOLO DEL QUIRINALE
La Costituzione consente già oggi, in caso di necessità, un ampliamento del ruolo del Capo dello Stato in senso “semi-presidenzialistico”: lo si è visto sia con Giorgio Napolitano nel 2011-12, sia con Sergio Mattarella nel 2018-19. Ciò che propone il ministro dello Sviluppo, in linea con il mio editoriale del 25 ottobre, non comporta dunque affatto una riforma costituzionale. Torno sull’argomento con il mio primo editoriale telegrafico per la Nwsl n. 553.
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